Fitoterapia

La storia della Fitoterapia scorre parallela, e fa identico cammino, con la medicina fino al XVII secolo d.C. Gli antichi usavano curarsi con le piante e tutte le medicine antiche attingevano dalla “medicina dell’origine” risalente alla medicina in Mesopotania e a quella Babilonese, passando attraverso la tradizione ebraica e la medicina Egizia.

La medicina Egizia era una medicina sacerdotale, solo i sacerdoti potevano essere medici, poiché erano anche alchimisti, sacerdoti, astrologi, filosofi, matematici e tutto si corrispondeva.

Quindi fino al 2000 a.C. la medicina ha una origine divina, le persone si ammalavano perché avevano fatto arrabbiare gli Dei che qui, sulla Terra, come tramiti avevano Sacerdoti – che intervenivano prevalentemente eseguendo rituali. Con un metodo per ricollegare l’emisfero destro con l’emisfero sinistro, i Sacerdoti avevano la capacità di rimettere in equilibrio l’energia che si era rotta, e qui troviamo già il concetto di “rottura dell’equilibrio”. Il rituale veniva usato non solo per curare la malattia, ma anche per capire che tipo di malattia aveva la persona: alcuni rituali consistevano nell’osservazione del volo degli uccelli, altri sostenevano l’osservazione del fumo dopo aver buttato sul fuoco alcune radici particolari ed altri ancora davano attenzione a come si disperdevano delle gocce di olio lasciate cadere in acqua; per cui attraverso i segni che la natura o le divinità davano, venivano fatte delle interpretazioni deducendo quello che poteva essere il disturbo. E sempre attraverso un apposito rituale veniva “impostata” la guarigione, attraverso la capacità di entrare in empatia con il malato e, sempre con l’ausilio di un rituale, riequilibrare lo squilibrio energetico.

Strumenti medici egizi antichi raffigurati in un’iscrizione del periodo tolemaico sul Tempio di Kom Ombo. Fonte: Wikipedia

Nel 2000 a.C. in Egitto le esperienze maturate nei secoli vengono raccolte, custodite e trasmesse da una casta di medici considerati sacerdoti di 1° grado, i quali si occupavano delle malattie non visibili e quindi di tutte le forme di depressione così come delle malattie “interne” cioè quelle non visibili esternamente. Per le malattie visibili nasce la figura dell’assistente con la quale si inizia ad usare la chirurgia, rimedi vegetali, colliri, unguenti, polveri di minerali. Tutto ciò che era esterno e quindi accessibile dall’indagine umana, veniva trattato  con rimedi attinti dalla natura.

Tutto incomincia a cambiare intorno al VI –III a.C. periodo in cui ci sono grandi avvenimenti in tutto il mondo: in India si formalizza la medicina Ajurvedica, in Cina si struttura la Medicina Tradizionale Cinese con i suoi pilastri nella scuola dello Yin e dello Yang e la Teoria dei Cinque Elementi, mentre in Europa la scuola di Kos – riconducibile ad Ippocrate considerato padre della Medicina e della Naturopatia – si sviluppa la teoria Umorale delle quattro costituzioni Ippocratriche ossia il sanguigno, il bilioso, il flemmatico ed il melanconico.

Ippocrate di Coo (o Cos, o Kos) (in greco antico: ʽΙπποκράτης, Hippokrátēs; Coo, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C. terminus post quem) è stato un medico, geografo e aforista greco antico, considerato il padre della medicina. Egli rivoluzionò il concetto di medicina, tradizionalmente associata con la teurgia e la filosofia, stabilendo la medicina come professione. In particolare, ebbe il merito di far avanzare lo studio sistematico della medicina clinica, riassumendo le conoscenze mediche delle scuole precedenti, e di descrivere le pratiche per i medici attraverso il Corpus Hippocraticum e altre opere. Fonte: Wikipedia

Ippocrate dice:

Gli uomini devono ricercare nei processi delle loro tecniche la luce che permette loro di ricercare nei segreti della natura.

La scuola di Kos si basa sul fatto che si incomincia ad osservare la persona malata disponendo l’animo verso di essa, usando gli occhi come strumento da usare con l’intenzione di osservare qualcosa  che va oltre a ciò che è visibile. Quindi con l’avvento della scuola di Kos la salute non è più qualcosa di divino accessibile solo dai Sacerdoti, non si parla più di malattia ma di causa di malattia di “AITIA” che vuol dire che ogni parte del corpo che si ammala produce malattia in altre parti del corpo.

Il percorso della medicina raggiunge il traguardo del capire la causa della malattia, non solo sostituendo una pianta ad un medicinale. Ippocrate dice che la malattia coinvolge tutto il corpo e non soltanto l’organo interessato, poiché le parti dell’uomo – scaldandosi, raffreddandosi, inumidendosi o seccandosi – provocano malattia e quindi c’è un processo energetico che avviene nell’organismo. La malattia è qualcosa che nasce in relazione con l’ambiente esterno, perché è il contatto con l’ambiente che può essere fonte di rottura dell’equilibrio interno. La salute secondo Ippocrate è ripristinare la giusta mescolanza di fattori interni costituzionali ereditati e fattori esterni intesi come stili di vita.  Al fine di ottenere il ripristino dei flussi umorali corretti, Ippocrate si ispira a due leggi: quella del simile e quella del contrario. Ciò che serve assomiglia in tutto a ciò che nuoce; tutto è simile, le cose critiche, quelle che nuocciono, quelle che liberano.

Dall’idea che le piante prendono ed elaborano i loro principi curativi dalla terra, attirandone qualità affini per forma e sostanza, agendo sull’organismo nello stesso modo, si ha che le piante hanno le stesse forme di attrazione che hanno gli organi verso i precursori umorali per la formazione degli umori stessi.

Dopo Ippocrate c’è Galeno (tra il I e II secolo d.C.) a scrivere opere fondamentali sulla Fitoterapia, sviluppando nella sua pratica e nella sua teoria la dottrina Ippocratica dei Quattro Umori o delle quattro qualità. A differenza di Ippocrate, Galeno sviluppa la sua metodologia terapeutica seguendo la sola teoria dei contrari – con la finalità di utilizzare forze naturali in grado di creare un “movimento” capace di espellere l’umore nocivo e permettere il recupero dell’equilibrio perduto. Secondo Galeno è importante riconoscere la costituzione o il temperamento, ed è fondamentale individuare le piante da utilizzare: seguendo la teoria dei contrari, vengono usate su costituzioni calde (sanguigno e bilioso) delle piante con proprietà rinfrescanti, e per le costituzioni fredde (flemmatico e melanconico) delle piante dalle proprietà scaldanti.

Con l’avvento del Medioevo, tutto lo sviluppo del pensiero viene congelato perché l’integralismo Cristiano distrugge tutto, quindi dopo il 300 d.C. si ritorna alla medicina dei monasteri, perché solo i sacerdoti  potevano occuparsi della salute. I monasteri diventano i luoghi dove le scoperte e le intuizioni di Ippocrate – soprattutto in campo fitoterapico – vengono conservate. Tuttavia nulla di tutto questo poteva essere divulgato o utilizzato al di fuori dei monasteri. La pena… era il rogo!

Ildegarda di Bingen (in tedesco Hildegard von Bingen; Bermersheim vor der Höhe, 1098 – Bingen am Rhein, 17 settembre 1179) è stata una religiosa e naturalista tedesca.
Fonte: Wikipedia

Nel 1100 d.C. in Germania troviamo Ildegarda di Bingen che occupa un ruolo fondamentale  nello sviluppo della storia e della conoscenza nell’uso delle piante medicinali, unica donna dell’epoca che si occupava di un monastero. Le sue capacità di collegarsi con l’archetipo collettivo le favorisce delle intuizioni che le permettono di classificare tutte le piante in base alla loro natura, piante calde e secche, calde e umide, fredde e secche, e fredde e umide, riprendendo le teorie Ippocratiche e Galeniche, scrivendo il suo Erbario e, cosa importantissima, riprende anche la teoria del simile che cura il simile. Le cure continuano ad essere di esclusivo utilizzo nei monasteri, vietandone la divulgazione e la pratica.

In seguito nel 1500 troviamo Paracelso: medico, astrologo, filosofo, alchimista che afferma che l’uomo è posto tra cielo e terra perché espressione delle corrispondenze tre microcosmo e macrocosmo. Inoltre, il creato si forma per la mescolanza dei 4 elementi: aria, terra, fuoco e acqua e che ogni elemento è formato da tre principi: zolfo, mercurio e sale. Con lo zolfo, il mercurio ed il sale  avremmo: acqua, aria, terra, fuoco. Nasce così l’Alchimia, e questo passaggio storico è molto importante per le preparazioni alchemiche e spagiriche in cui si separano, purificano e riuniscono questi 3 principi.

Paracelso introduce anche il concetto dell’uomo Astrologico: ogni organo corrisponde ad un pianeta e quindi subisce gli influssi astrologici delle congiunzioni e opposizioni, dà valore alla teoria delle Signature che già gli Egizi avevano introdotto, stabilendo un criterio di riconoscimento nelle piante. Secondo Paracelso, l’analogia è la possibilità di stabilire relazioni e risonanze tra tutto ciò che vive tra il cielo e la terra.

Papiro di Ebers

Nel 1800 d.C. Herbes trovò un papiro risalente al 1500 a.C. con 700 medicamenti di origine animale e vegetale, mentre Padre Knaipp – attraverso l’osservazione della natura – riprende i principi del simile e del contrario, scoprendo i poteri dell’acqua e fondando il concetto dell’idroterapia.

Successivamente in seguito alla colonizzazione delle zone del Nord Europa tra la fine Ottocento e l’inizio del Novecento, nacque il movimento degli eclettici i quali attingendo alle conoscenze erboristiche degli indiani d’America, svilupparono una conoscenza approfondita delle piante. Questo movimento sopravvissuto sino agli anni trenta del secolo scorso, ha rappresentato in America una sorta di continuità storica tra l’antica erboristeria popolare e la moderna fitoterapia. L’importanza dell’uso delle piante officinali, mai abbandonato negli stati uniti, ha avuto un forte riflesso in Europa nella fitoterapia praticata in Inghilterra.

In Francia ed in Germania, nel secolo scorso c’è stata la diffusione soprattutto dell’omeopatia mentre in campo fitoterapico ci sono personaggi come Leclerc, Valnet, Tetau e Balaiche. In Italia, paese dove maggiormente si è persa la continuità con il passato, la cura con le piante vede il suo risveglio con l’opera più importante di raccolta e sviluppo delle conoscenze sulle piante con l’opera di Capra-Cattorini-Benigni.

Immagini

Papirodi Ebers

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Ippocrate

  • url: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hippocrates_rubens.jpg

Ildegarda di Bingen 

  • url: https://en.wikipedia.org/wiki/Hildegard_of_Bingen#/media/File:Hildegard_von_Bingen.jpg
  • Hildegard von Bingen empfängt eine göttliche Inspiration und gibt sie an ihren Schreiber weiter.

Strumenti e medicina egizia

  • url: https://en.wikipedia.org/wiki/Ancient_Egyptian_medicine#/media/File:Ancient_Egyptian_medical_instruments.jpg