EDWARD BACH e la FLORITERAPIA
La scoperta è del Dr. Edward Bach, nato nel 1886 in Galles.
Bach, dopo la maturità e dopo un breve periodo di lavoro nella fabbrica di ottone della famiglia, si trasferisce a Birmingham a studiare medicina. Il suo obbiettivo era quello di trovare una cura che costasse poco e che fosse accessibile da chiunque. Dopo la specializzazione universitaria in immunologia, inizia a praticare come medico militare ed in laboratorio comincia ad analizzare i batteri delle feci: crea, insieme ad altri medici, 7 vaccini pensati per le malattie croniche e per le caratteristiche emotive delle persone.
I 7 nosodi
In questo periodo inizia a studiare anche l’omeopatia, apre un laboratorio con i coniugi Paterson scopritori dell’omeopatia, lavora in un ospedale omeopatico e trasforma i 7 vaccini in prodotti omeopatici che vengono chiamati i 7 nosodi. In seguito ad una emorragia viene operato, gli viene esportata la milza perché affetta da tumore. Gli vengono diagnosticati pochi mesi di vita, Bach decide che deve terminare la sua documentazione sui vaccini ed incomincia a scrivere giorno e notte per completare la ricerca. Il tempo passa e si rende conto di essere guarito, decide di trovare una sostituzione ai 7 nosodi “rimedi omeopatici” e inizia a studiare approfonditamente le piante, analizzandole in laboratorio, non più secondo un metodo omeopatico dove il simile cura il simile: il principio attivo che crea intossicazione è lo stesso che viene utilizzato per la cura in diluizioni altissime.
Il metodo sole ed il metodo bollitura
Bach scopre due metodi diversi di preparazione dei fiori: il metodo sole ed il metodo bollitura usando l’alchimia, attraverso la capacità dell’acqua di trattenere la “memoria” di un principio attivo, ed il sole per trasmettere l’informazione all’acqua. Dopo questa scoperta decide di chiudere lo studio a Londra ed il laboratorio, per ritirarsi in campagna nel Galles insieme alla sua assistente Nora Weeks.
12 Guaritori, 7 Aiutanti, 19 tematiche condizionate
Inizia una vita di ricerca a stretto contatto con le piante, le assaggiava, gli stava accanto per ore, risvegliando così la sua sensitività era in grado di percepire l’emozione sulla quale la pianta agiva. Nascono così i primi 12 “guaritori” corrispondenti ai 12 segni zodiacali che identificano i 12 fiori tipo o fiori costituzionali. Poi scopre i 7 aiutanti. Quando le persone si recavano da lui per essere aiutate, lui sentiva il disturbo o l’emozione della persona ancor prima del suo arrivo, cominciando così a cercare il fiore corrispondente a quella emozione. La sua sensibilità si sviluppava sempre di più. I sette assistenti venivano usati in sinergia con i dodici guaritori negli stati cronici dei disturbi. La sua ricerca termina con la scoperta di altri 19 fiori che utilizza per le tematiche condizionate. Il fiore ha il compito di risolvere il disturbo che si presenta in un certo modo e sviluppare la crescita interiore della persona per neutralizzare il difetto, poiché nel condizionamento la persona non ha sviluppato la virtù ma molto il difetto.
L’arte della Floriterapia diventa la scelta del rimedio. Per quale motivo si studia accuratamente lo stato d’animo negativo al quale corrisponde il fiore? Perché lo stato d’animo permette di conoscere la persona e di conseguenza il suo fiore corrispondente. Il rimedio viene scelto a seconda di come si presenta la persona sul piano emotivo. Il fiore entra nell’organismo come una chiave e apre una serratura creando un collegamento all’anima, in modo che la persona possa finalmente maturare e crescere. La Floriterapia lavora stimolando la virtù, curando l’aspetto emozionale che agisce sul fisico curandolo.
I fiori lavorano dall’esterno verso l’interno, quindi per poter scendere in profondità è necessario lavorare sul disagio attuale per togliere i condizionamenti.