Riflessologia Plantare

La tecnica chiamata oggi Riflessologia Plantare,  vede la sua comparsa durante lo sviluppo della Medicina Tradizionale Cinese, anche se le origine sono molto più antiche: usata in estremo oriente dagli sciamani, deve le sue origini moderne all’otorinolaringoiatra americano William H. Fitzgerald che riportando alla luce questa antica dottrina – la sviluppa intorno al 1916 come “sistema indipendente” che battezzò con il nome di Terapia Zonale.

Un altro contributo arriva da Eunice Ingham, assistente di Fitzgerald, che in molti anni di studio e specializzazione sull’opera di Fitzgerald, confermò l’esistenza di connessioni tra le diverse zone del corpo e giunse alla conclusione che, a partire dalla terapia zonale di Fitzgerald, era possibile elaborare un sistema per influire su ogni parte del corpo concentrando il trattamento esclusivamente sui piedi. Nei suoi libri sono descritte le particolari tecniche di massaggio e di pressione in precise zone piedi, che sono rivisti come una “mappa geografica” (Figura 1): ogni continente, regione, isola è la sede di un disturbo, di un problema. Ed il trattamento in queste zone è alla base dell’odierna riflessologia. Gli allievi della Ingham diffusero queste tecniche ovunque, sia negli Stati Uniti che in Europa.

Figura 1. Mappatura piedi

Nella sua pratica di Otorinolaringoiatra, Fitzgerald osservò che i suoi pazienti reagivano in modo molto diverso ai medesimi interventi su naso e gola: alcuni soffrivano molto, altri meno. Scoprì che chi aveva sofferto meno aveva in genere subito una pressione su qualche punto del corpo prima dell’intervento.

Fitzgerald esplorò “le zone” che, in seguito ad una pressione, erano in grado di attenuare o di ridurre un dolore in qualche altre parte del corpo. E scoprì così che il corpo umano si può suddividere in dieci sezioni uguali (cinque per parte) disposte longitudinalmente dalla testa ai piedi.  A queste sezioni corrispondono sia la superficie del corpo sia gli organi interni. Tecnicamente si ha: premendo alcuni punti di una data zona si esercita un’influenza sulla parte del corpo a quel punto collegata, e combinando la pressione di più zone differenti si rafforza l’effetto (Figura 2).

La terapia zonale si basa su principi che erano conosciuti ai guaritori delle più antiche culture e che facevano parte di insegnamenti filosofici. Inoltre, la terapia zonale tiene conto dell’esistenza di polarità complementari all’interno del corpo umano.

Figura 2. Premendo alcuni punti di una data zona si esercita un’influenza sulla parte del corpo a quel punto collegata

Gli antichi cinesi consideravano l’essere umano vivente come espressione di una tensione tra due poli: il cielo e la terra. Il cielo è situato sopra la testa, la terra sotto i piedi – ed i due poli hanno caratteristiche peculiari. Il piede è: il punto di contatto tra l’energia vitale di base dell’uomo e l’energia di base della terra.

La riflessologia può suscitare e stabilizzare taluni aspetti carenti dell’energia di base del paziente. Dal punto di vista mentale, offre la possibilità di raggiungere uno stato di profondo rilassamento. Usata correttamente, questa tecnica permette ai pazienti di diventare ricettivi. Di accettare il dolore senza combatterlo. Di dormire meglio. Di concentrarsi e di ricaricarsi dell’energia di cui sono carenti.

Riferimenti

  • Figura 1: immagini riassemblate dalla prima di copertina del libro “Manuale di riflessoterapia al piede”, Hanne Marquardt (Autore), C. Schott (Illustratore), A. M. Pasciuto (Traduttore), Edizioni Mediterranee, ISBN-10: 8827227075.
  • Figura 2: prima di copertina del libro “Atlante di reflessologia plantare. Uno strumento di studio completo e innovativo per operatori e appassionati della materia“, Red Edizioni, ISBN-10: 885730714X